venerdì 18 marzo 2011

Amici 3 - Darsi una mano

Circa sei anni fa ho cominciato a lavorare una mezza giornata a  settimana per un amico che ha una ditta sua.
Mi sarei dovuta occupare della contabilità di questa piccola ditta, all'epoca  con 3-4 dipendeti.
Durante le mie giornate normali di lavoro mi occupo della contabilità di un grosso albergo, con circa 80 dipendenti, ero sicura quindi di poter ritagliare una mezza giornata per lavorare con un amico, o per un amico.
Mi ero detta che con questo piccolo extra mi ci sarei pagata le vacanze ogni anno.

Fin dal primo giorno di lavoro in un piccolo ufficio incasinatissimo e non molto pulito mi sono sempre trovata bene con i ragazzi che ci lavoravano e con il proprietario, un gran bel pezzo di ragazzo molto simpatico che usciva da una grossa delusione amorosa.
Fin dall'inizio il proprietario mi ha spiegato che visto che il lavoro cominciava ad ingranare non aveva più tempo per occuparsi di tutto in ufficio, ma che di alcune cose avrebbe voluto continuare ad occuparsene lui.
Il capo era lui, per me andava bene.
Fin da subito mi sono accorta che io mi occupavo delle cose che a lui non piaceva fare, fin qui tutto ok, ma lui voleva occuparsi anche di cose che non riusciva a seguire, che faceva lui ma che a me crevano un surplus di lavoro per rimediare in seguito, c'erano settimane che arrivavo in ufficio e avevo lavoro per 15 minuti (perdevo 1 ora di trasferta ...) altre che arrivavo e non riuscivo ad andarmene prima delle 19.00.
Avevamo quindi stabilito che avrebbe accumulato un po' di cose per me e mi avrebbe telefonato quando aveva bisogno.
Durante l'inverno il loro lavoro diminuisce drasticamente, così quando per un paio di mesi non mi ha chiamato non ci ho fatto troppo caso, era già successo negli scorsi anni, oltretutto qui il mio lavoro aumenta in inverno a causa di preventivi e consuntivi, quindi questa alternanza cadeva a fagiolo.

Una quindicina di giorni fa incontro in città sua mamma e decidiamo di prenderci un aperitivo, spettegoliamo un po' sulla compagna del figlio, sulla moglie dell'altro figlio che deve avere un bimbo, ecc.
Le dico che essendo molto che non vado in ufficio non so le novità.
Lei candidamente mi dice :
"eh adesso che ha quella tipa che lavora in ufficio a tempo pieno non abbiamo più occasione di vederti, ma perché non usciamo tutti per una pizza?"
Lei evidentemente non aveva idea che io non sapevo di questa nuova segretaria e mi ha raccontato diverse cosette.

La compagna del mio "amico" (a questo punto metto tra virgolette per non scrivere ex amico) dopo aver avuto un figlio, aveva brigato per potersi occupare lei del lavoro, lui a me aveva sempre detto che voleva tenere le cose ben separate visto che fra di loro le cose erano e sono critiche, ma evidentemente aveva accettato, lei ben presto si era resa conto che non ce la faceva a seguire la casa, un lavoro (da poche ore a settimana), il bimbo e il resto.
Oltretutto si lamentava del fatto che lui passava il sabato a fare i lavori d'ufficio e non lo passava con la famiglia.
Allora ha assunto una segretaria che si occupa a tempo pieno dell'ufficio.
Quello che prima veniva fatto in un giorno (da lui) e mezzo (da me), ora viene fatto da una segretaria in cinque giorni.
Questa parte di post é tutta per te caro Gianni :
  • non mi mancherà la paga, che arrivava sempre con molto ritardo e un po' alla volta
  • non mi mancherà la tua compagna con un livello ph tendente all'acido
  • non mi mancheranno le nostre chiacchierate in cui mi confessavi di quanto sia stronza la tua compagna che non lasci a causa di vostro figlio
  • non mi mancherà di sicuro il fatto di doverti rincorrere come un bambino per farti firmare una carta, spedire una dichiarazione, ecc.
  • non mi mancheranno nemmeno il caos e la sporcizia del tuo ufficio
  • non mi mancheranno le odiose telefonate dei fornitori che non avevano ancora ricevuto i pagamenti
  • non mi mancheranno le odiose telefonate di scusa che dovevo fare io nei vari uffici per supplicare incarti sempre all'ultimo momento
  • non mi mancherà il difenderti da tutto e da tutti quando mi dicevano che sei un casinista nato
Alcune cose mi mancheranno, come le nostre belle chiacchierate, le sorprese che mi facevi, la tua famiglia e gli aperitivi nel bar per soli uomini.

Ma sai qual'é la cosa che mi da più fastidio? E' che ti sei dimostrato completamente diverso da come sei sempre stato, che non hai avuto il fegato di dirmelo e che settimana scorsa alla festa in cui eravamo entrambi invitati hai fatto di tutto per evitarmi.
Ma si dai che lo metto sto ex, ora sei proprio un ex-amico, e siccome so che non leggi questo blog, questo post te lo mando per mail, peccato che non hai Facebook, mi sembra brutto metterlo su quello della tua nevrotica compagna, così mi limito.
Ah! e per conoscenza non ho più intenzione di pararti il c..., non sono la tua mamma, ma solo una tua ex-dipendente.

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