mercoledì 16 marzo 2011

Nucleare ed energia nucleare


Avevo in previsione un post più leggero, ma di fronte alle discussioni in merito alle centrali nucleari che stanno monopolizzando televisioni e giornali volevo segnalarvi un post interessante che Nati per delinquere ha scritto.
Questo post é scritto bene, senza prendere posizione e chiarisce con un linguaggio facile le differenze, sollevando anche delle domande molto approppriate.
In effetti ho assistito a trasmissioni in cui si diceva che per le persone non c'é nessun pericolo, che oggi sono molto più sicure di una volta, ecc.

Ma voglio raccontarvi un piccolo episodio.
Circa 13 anni fa ci siamo trasferiti per lavoro in un ridente paesino, dopo aver preso casa, mi sono recata al comune per registrare la mia famiglia.
Prima di uscire dall'ufficio l'impiegato mi consegna 6 scatole di pastiglie di iodio (mi sembra), con la precisazione di sostituirle prima della data della scadenza.
Non avevo capito bene a cosa servissero, l'impiegato mi spiega che visto che siamo nel raggio di 25 km da una centrale nucleare queste pastiglie vengono distribuite preventivamente in caso di fughe radioattive dalla centrale.
Info qui e qui.
La cosa mi aveva lasciata molto perplessa, soprattutto per il fatto che avevo una bimba di 2 anni ed ero incinta.
Per fortuna non abbiamo mai dovuto usarle, ma non penso che il raggio dei 25 km sia sufficiente per scongiurare i pericoli delle radiazioni.

Qui in Svizzera disponiamo di un sistema di sirene che viene testato annualmente per verificarne il corretto funzionamente, fin dalle elementari ci viene insegnato che sulle ultime pagine degli elenchi telefonici che vengono distribuiti a tutti i nuclei famigliari ci sono le istruzioni di come comportarci in occasione delle varie catastrofi che possono succedere (allarme generale, allarme acqua, allarme nucleare).
Ho visto su parecchi blog di italiane che vivono in Svizzera che ci prendevano in giro per questo eccessivo "svizzerismo", per questa mania, devo dire che invece il suono delle sirene per  me vuol dire che in caso di bisogno ci sono e mi rassicura.
Come potete vedere dalla cartina qui sotto, le centrali sono sparse un po' ovunque in Svizzera e quella di Beznau non é lontanissima da Zurigo. Pensate che in euoropa le centrali sono ben 439 !!!

A partire dagli anni '60-'70 tutte le nuove case avevano l'obbligo di disporre di un rifugio antiatomico, regola che da quest'anno per votazione é stata abolita.
Ma anche le scuole e gli edifici pubblici ne hanno uno e pensate che in caso di bisogno, la Svizzera riesce a garantire un posto in un rifugio antiatomico al 100% della sua popolazione, seguita dalla Svezia (81%) e dalla Finlandia (70%). Dati e ultreiori aproffondimenti qui.
In teoria la legge prevede che in ogni rifugio ci sia la possibilità di vivere 6 mesi autonomamente.
Se poi si riesca a vivere a così stretto contatto in uno spazio chiuso con il resto della tua famiglia o addirittura con il resto del tuo paese per 6 mesi senza uscire di senno é tutto un altro discorso, per non parlare delle possibilità di sopravvivenza una volta usciti dai bunker.
Mi auguro solo di non doverli mai usare, ma se ci fosse il bisogno loro sono li, pronti e pazienti, un po' come noi svizzeri.

2 commenti:

Prova ha detto...

Ecco cosa rispondo a chi sostiene che il nucleare è indispensabile.
http://orahovistotutto.blogspot.com/

pinguino ha detto...

Bel post, a differenza di alcune italiane in svizzera io apprezzo questa organizzazione della svizzera in fatto di nucleare e penso che con un po' di organizzazione tutto possa essere gestito al meglio. E anche io ho il mio bel rifugio antiatomico in cantina in comune con tutto il palazzo ; )