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martedì 7 giugno 2011

Una casa accogliente

“Questa è la vera natura della casa:il luogo della pace; il rifugio, non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.” (John Ruskin)


  Ho sempre parecchi post in attesa fra le bozze, cose che succedono, fatti di cui vorrei parlare, idee che mi vengono leggendo in giro per i blog.
Quando lascio un commento a un post, poi vado a rileggere i commenti che lasciano anche altri dopo di me, mi piace confrontarmi con idee altrui.
Spesso all'inizio ho un'opinione su una cosa ma i pensieri degli altri mi fanno riflettere e vedere sfumature nuove.

Fra i blog che seguo spesso c'é quello di Sabby , fra i suoi commentatori c'é Nives1950 che lascia sempre dei bei commenti.
In particolar modo mi ha colpito questa parte di  commento che ha lasciato il 31 maggio, la sera prima che io pubblicassi il post precedente :

"... Ma dobbiamo capire anche quelli dei nostri mariti. Pure loro, a sera, aspirano a qualche attimo di considerazione e soddisfazione. Durante il giorno: il lavoro, le responsabilità, gli altri….assorbono tutte le loro e nostre energie e buona volontà. A sera, nel tepore rassicurante della famiglia e della propria casa…..tutti si aspettano qualcosa, sognano, desiderano, aspirano ad un di più…..anche, forse, di permettersi di ritornare bambini….fare i capricci, ridere, giocare….solo per un po’: sicuri d’esser accolti e compresi...."

non so bene se questo consiglio possa aiutare Sabby, ma mi sono messa dalla parte di chi arriva a casa alla sera e non sempre trova un ambiente sereno, a volte per sciocchezze, piccoli litigi, rancori trascinati, o semplicemente per stanchezza, noia.
Penso che a volte tornare in una casa così possa far passare la voglia di tornarci, e a catena provocano reazione ed eventi che ingigantiscono ancora di più delle cose che potremmo benissimo stemperare con una parola gentile e un sorriso.

Spesso mi accorgo che il rientro a casa nostra non sempre comincia sotto i migliori auspici, aspettiamo mio marito che rientra tardi dal lavoro per cenare, la cena é pronta, spesso lui ritarda e quando arriva temporeggia e perde tempo in altre cose, le ragazze hanno fame e vorrebbero fare ancora qualcosa fra di loro dopo cena e borbottano, io a quest'ora vorrei essere già spaparanzata sul divano con la cucina pulita e un buon libro fra le mani.
Purtroppo questo é l'unico pasto della giornata che facciamo tutti assieme e ci tengo a non mangiare a tappe, certo che se comincia già così forse sarebbe meglio mangiare separati.

Nel post precedente mi riproponevo di essere più "morbida" , e le cose mi sembrano già più facili, vorrei adesso applicare anche il pensiero di Nives e creare un ambiente più gradevole, non solo per quello che comporta il clima in casa, ma anche per quello che riguarda l'ordine e la pulizia, che per una cronica mancanza di tempo vengono svolti proprio di fretta, tanto da non dover vivere in un porcile.

Vi farò sapere se ci saranno miglioramenti!

mercoledì 1 giugno 2011

La dolcezza fatta persona

Settimana scorsa mio marito non é stato bene, un problema di cuore, niente di serio che si é risolto con qualche giorno di ricovero e un piccolo intervento.
Solo un grande spavento, soprattutto da parte mia in quanto alcuni anni fa aveva avuto un infarto.

Mio marito da un annetto chatta con una ragazza che ha conosciuto in un gruppo FB, chattano abbastanza regolarmente, ho già avuto modo di parlare di lei qui.
Sono tutt'ora convinta che fra loro non ci sia assolutamente niente.

Ora scritte cosi le due cose sembrano abbastanza strampalate e non connesse fra loro, ma quando sono andata all'ospedale il giorno dell'operazione Mr. Owens mi ha detto che lei gli aveva mandato un messaggio per chiedere come mai non stava facendo un certo gioco in FB, lui le ha risposto il motivo e lei ha detto "me lo sentivo" (sono circondata da sensitive).

Venerdì ennesima discussione a causa di qualcosa che lei ha messo in bacheca.
Diverse volte lui le ha detto di non scrivere niente sulla bacheca (ho visto che glielo scriveva),  ma lei fa sempre di testa sua.
Gli ho detto :
"Ma vale la pena litigare ogni volta per lei?"
"No, ma sei tu che ti arrabbi per quello che fa, io quello che ha messo non l'avevo visto, e poi non mi sembrava importante"
"Ma perché ti piace così tanto chattare-chiacchierare con lei?"
"Perché lei é molto dolce e mi tratta con gentilezza, tu invece mi dai sempre addosso"

Sull'ultima affermazione devo ammettere che ha ragione, mi accorgo che spesso sono "sbrigativa", però certo che é più facile essere gentile  con gli amici, mica entri in chatt per litigare con qualcuno.
Facile anche essere gentile e disponibile per una ragazza (donna ha quasi la mia età), che non ha figli, non ha un lavoro e passa 9 ore al giorno in FB.
Meno facile se ogni giorno devi far quadrare un bilancio famigliare a causa di problemi avvenuti 10 fa che stai ancora cercando di smaltire.

Da parte mia ho provato a essere più morbida nei suoi confronti, non nel senso che può fare quello che vuole, ma magari cercando di non attaccarlo.
Sto usando questa tattica da venerdì sera, fino ad oggi ha dato ottimi frutti, mi auguro che possa continuare così.

Però che strana la vita, quando ci siamo messi assieme, gli piacevano il mio piglio deciso, la mia grinta e la mia voglia di fare.
A me di lui piaceva soprattutto la sua ironia e la capacità di farmi ridere, cosa che gli riesce ancora adesso, ma a volte vorrei che prendesse più sul serio le cose.

Mi viene in mente una canzone di Elio e le storie tese "Cara ti amo".

lunedì 9 maggio 2011

Collaborazione domestica

Stavo lasciando un commento a quest post e mi si é cancellato, poi mentre lasciavo un commento a questo mi sono accorta che avevo scritto così tanto che era meglio farci un post mio
Nel primo si parla di mariti temporeggiatori, mentre nel secondo si racconta che se un uomo fa qualcosa in casa é un santo, se lo fa una donna é dovuto.

Nel seconto post, nei commenti chi più chi meno dice che il marito fa qualcosa, c'é chi dice che il marito fa quasi tutto e chi invece dice che il marito non fa assolutamente niente.
Si da anche la colpa alle suocere che hanno abituato i bimbi a non fare assolutamente niente in casa fino all'età pensionabile, mia suocera, madre di 4 maschi, reputa che tutto quello che ruota in giro alla casa, nella casa e attorno ai figli sia a completo ed esclusivo carico delle donne (PS, non so se l'ho detto ma mia suocera a parte questo é una persona fantastica).

Uno dei commenti che mi é piaciuto di più é uno che dice:
"SEI UNA CRETINA CHE GLIEL'HA PERMESSO IN TUTTI QUESTI ANNI! Bastava fargli presente la prima volta che non eri la sua cameriera, è inutile lamentarsene dopo millemila anni di vizi!"

Mi sono riconosciuta in pieno con questa frase, é inutile cercare scappatoie, dare la colpa ai mariti o alle suocere o alla società.
Sapete chi é il colpevole di tutta questa situazione? Noi !!!

Vi spiego come sono arrivata alla nostra situazione attuale.
Stiamo assieme da 22 anni, lui ha sempre lavorato con orari irregolari e sballati.
I primi anni, curavo il nostro nido per amore, non era difficile, eravamo in due in un monolocale...
Una quindicina di anni fa, con l'arrivo della prima figlia ho ridotto il mio orario di lavoro al 50% per stare con lei, quindi ho continuato io ad occuparmi di tutto, anche con l'arrivo della seconda.
Ora la mia mole di lavoro sia in casa che fuori é notevolmente aumentata, compresi colloqui con insegnanti, riunioni, incontri ...
Sono in ballo dalle 06.00 del mattino alle 21.30, ora in cui crollo sul divano, senza nemmeno la voglia ne di leggere ne di ricamare, ma solo di "larvare", togliendo le due ore che passo sui mezzi pubblici, e che uso per leggere, sono esattamente 13.5 ore di impegno al giorno... esattamente 5 più delle sue !!! in pratica faccio un lavoro + mezzo e la casa fa costantemente schifo!

Ma sapete perché questo argomento in particolare mi provoca l'orticaria? non per il fatto che lui in casa non faccia assolutamente niente, ma per il fatto che la cosa che mi da più fastidio in assoluto siano le sue critiche i suoi musi lunghi, il suo sbuffare se le cose lavate e stirate sono ancora in lavanderia e non nell'armadio, il suo continuo lamentarsi del casino, ma poi si alza da tavola senza sbarazzare, e la lista non é certo finita qui !
E lui ? sulla soglia dei 50 vive come (meglio) di un adolescente, trova la colazione pronta e i vestiti puliti, lavora (non sempre) le sue 6 ore al mattino, pomeriggio a pesca con amici o al pc, 3 ore di lavoro verso la fine del pomeriggio, torna alle 20.00, cena, e poi o va a fare un giro reale o virtuale.
A onor del vero devo dire che a volte mi chiede se voglio andare anch'io, a fare un giro reale, ma onestamente alle nove di sera, l'unico giro che voglio fare é dal divano al letto, piazzandoci un po' di tele o un libro e la tisana!

Passo uno dei miei giorni di libero a lavare-stirare-pulire-ecc., mentre lui nel suo giorno di libero si riposa perché ha lavorato tutta la settimana, e almeno un giorno per fare quello che gli pare ! (N.d.A. i giorni di riposo che si fa sono due, ma magari seguire le partite, le moto, la F1, é un lavoro)
Se devo dire tutta la verità, un giorno a settimana é sacro anche per me, il riposo ci vuole, così mi limito a preparare i due pasti, aiutata dalle ragazze per sbarazzare e lavare.

Il problema é che anche le mie figlie sono fuori parecchie ore, una torna alle 17.00 e l'altra alle 18.00 e hanno ancora da studiare, aiutano ma poco, fanno il minimo che DEVONO fare, sbuffando fanno qualcosina in più, ma mi fanno giustamente notare che lui non fa assolutamente nulla !!!
Quando certe volte sono al limite, captano, o forse lo intuiscono dalle mie grida, le due sensitive, e si danno da fare, ma  perché bisogna arrivare a questo?

Sto pensado di fare dei piani di lavoro con i turni di chi fa cosa e dei cartelloni strategici :
  1. porta i tuoi vestiti nella cesta, da soli non ce la fanno
  2. se piove tiralo pure su il bucato in giardino, il risciacquo extra non mi interessa
  3. il sacco dei rifiuti pieno dobbiamo metterlo nel cassonetto, quegli scansafatiche del camion dei rifiuti non vogliono più ritirarlo dalla nostra cucina
  4. se ci sono 12 tazze del caffé sparse per la casa, abbiamo finito quelle pulite
  5. se finisci l'ultimo rotolo di carta igienica, il prossimo cosa usa?
  6. se nessuno fa la spesa, nessuno mangia
  7. se vedi gli animali di casa agonizzanti forse hanno fame (esclusi i gatti che faranno self service)
  8. se hai fame e non sono ancora rientrata dal lavoro, al posto di aprire dei biscotti cucina
  9. Visto che abbiamo deciso (io principalmente) di fare il riciclaggio per non disperdere le cose nel'ambiente, non vuol dire che le dobbiamo per forza tenere tutte in lavanderia

Mia suocera mi dice : "Cosa vuoi fare Chicca, sono uomini"
Le mie amiche : "Se fossi in te non farei più niente" "parlagli" "sciopera" "fagli capire che non sei la sua cameriera", e via di questo passo
La tentazione é grande, ma già così il caos regna sovrano, per quanto riuscirei a tenere duro? e poi se non capisse (e sono sicura che non capirebbe) chi dovrebbe accollarsi tutte le incombenze, arretrati inclusi?
Perché il vero problema, non é che lui le cose non le sa fare, prima di venire a vivere con me ha abitato solo una decina di anni, e in casa sapeva fare tutto, non bene, ma lo faceva.

In effetti quando ci sono le cene a casa di amici, lui é sempre disposto a dare una mano in cucina, alla griglia.
Mentre quando gli stessi amici devono fare legna-pitturare-trasolocare-pulire prima e dopo il trasloco-ecc, lui é sempre in prima linea, magari passandoci giornate intere!

A questo punto sicura che non riesco più a cambiare il suo carattere vi lancio un sondaggio :
Cosa posso fare ?

  1. visto che non riesco a cambiare la sua indole cambio marito
  2. continuo così e non rompo le scatole alle blog-amiche
  3. sciopero fino a quando la casa sarà sommersa dal pattume e dovrò chiamare Kim e Aggie del programma "How clean is your House?".
Accetto volentieri qualsiasi consiglio mi vorrete dare !!! ma siate clementi con me, con lui potete anche non esserlo.
Scusate il lunghissimo sfogo, ma l'argomento mi prende parecchio.

venerdì 29 aprile 2011

Qual'é l'istruzione migliore?

Ho cominciato a leggere questo nuovo blog, partendo da un post sul suo primo blog che parlava di homeschooling, argomento che mi interessa molto.
Spesso mentre giro per blog trovo post che parlano di scelte, di scuole, di metodi.
Premetto che amo molto il mio lavoro, per il quale ho studiato molto, e che non mi ritengo all'altezza di offrire un homescholing a tempo pieno, ne piacerebbe alle mie figlie, com'é emerso da diverse conversazioni in merito.

Pratichiamo da una quindicina di anni un homeschooling part time inconsapevole, e da circa due anni lo pratichiamo con più serietà, aiutate da diversi blog, ricchi di spunti e nozioni (in primis Buntblume e Mens Sana).
Ne ho già accennato qui e qui, verso la fine del post.

Per me l'homeschooling part time vuole dire:
  • ampliare l'offerta che loro ricevono a scuola,
  • cercare trucchetti divertenti per superare le difficoltà che incontrano facendo i compiti o studiando per le verifiche
  • visitare paesi e città in modo attivo
  • giocare a Scarabeo (magari nelle lingue che stanno studiano) o ad altri giochi si società
  • assecondare i loro interessi
  • rispondere alle loro domande in modo esauriente, e se non sappiamo rispondere, informiamoci, anche a noi non fa male approfondire
  • fare lavori manuali con loro, possono essere lavoretti creativi, ma anche ricette (con le quali si usano le misure di peso e capacità ;-) )
Spesso si tratta di offrire delle alternative alla televisione, chiaramente ci vuole tempo e voglia di farlo, cosa non sempre facile quando si lavora fuori casa e si torna alla sera con ancora tutti i lavori domestici da fare.

Per forza di cose abbiamo scelto la scuola pubblica, venendo a contatto con due insegnanti molto bravi con la nostra prima figlia, mentre con la seconda abbiamo avuto moltissimi problemi per ben quattro anni su cinque.

Prima di scegliere la scuola pubblica avevamo vagliato le varie oppurtunità presenti nella nostra zona, ed eravamo andati a diversi incontri.
Una era una scuola molto improntata sulla religiosità, un'altra era molto elittaria (o proibitiva?) anche con due stipendi, un'altra era troppo lontanta.
Siamo arrivati alla scuola Steiner, a tre minuti a piedi da casa nostra.
Avevamo letto qualcosa, ci piacevano le idee, la retta era adeguata al reddito, un bel programma di musica e non l'uso esclusivo del flauto, aveva una mensa, da noi non tutte le scuole ce l'hanno, unico punto negativo di primo acchito era la lunga lista d'attesa.
La docente che ha condotto l'incontro non mi é piaciuta a pelle, raccontava del mondo fatato della loro scuola (situata in un posto fantastico, con bosco, parco giochi, stagno, laboratori), ma quando noi genitori facevamo delle domande, diverse volte ha risposto stizzita quando secondo lei non avevamo una visione steineriana.

"Mi sembra che la retta é un po'cara" diceva una mamma con tre bimbi
"Bisogna vedere se lei é disposta a investire nel benessere dei suoi figli" rispondeva

"Per recarmi al lavoro prendo lo stesso bus che prendono i ragazzi della vostra scuola, e trovo che sono molto chiassosi, maleducati e spesso sono vestiti approssimativamente" sostiene un'altra
"La nostra scuola punta molto sulla possibilità di ogni individuo di esprimere la sua persona, non siamo una scuola militare con soldatini e divise"

"Mia figlia é nata ad agosto, quindi all'inizio dell'anno scolastico ha sei anni, perché deve aspettare l'anno prossimo, visto che sa già leggere e scrivere da più di un anno?" chiedevo io, dopo che aveva spiegato che i bambini nati entro maggio sarebbero stai ammessi in prima e gli altri no
"Perché la filosofia steineriana non sottostà alle forzature che i genitori di oggi impongo ai loro figli" (giuro che non ho volontariamente insegnato a mia figlia a leggere e a scrivere a quattro anni e mezzo, in quanto io sapevo già leggere in prima elementare ed é stato un anno noiosissimo)

"E' vero che la scuola non é riconosciuta qui da noi come la scuola pubblica?" chiedeva un papà
"Al di la del fatto che la nostra scuola é l'esatto contrario della scuola pubblica, i nostri alunni hanno la possibilità di fare un anno da uditori e poi di essere ammessi come allievi l'anno seguente"

"Scusi ma allora mia figlia perderebbe due anni" richiedevo io sprezzante del pericolo
"Lasci che sia io a farle una domanda, ma lei preferisce che sua figlia sia uniformata agli altri o che possa seguire un suo personale percorso formativo?"

a parte che avevo fatto solo un paio di domande, e penso che lei era li per quello, mi sembrava che essere in prima liceo a 18 anni, quando tutti i tuoi compagni che hanno seguito un percorso di scuola pubblica ne hanno 16 non voglia dire poter essere se stessi, ma magari un "pesce fuori dall'acqua".

Abbiamo scelto la scuola pubblica non solo in base a questo incontro, anche se mi trovo più a mio agio con i metodi Montessori che con quelli di R. Steiner, parecchie volte mi é dispiaciuto di non poter offrire alla nostra seconda figlia un'altra alternativa, soprattutto alla maestra di quinta elementare, che meriterebbe un post tutto suo, per adesso le do un premio "la peggior maestra in assoluto che io abbia mai incontrato nei miei quarant'anni di vita".
Ma adesso G. frequenta la scuola media pubblica, senza essere la migliore ne la peggiore, ma la frequenta con voglia, con gioia e con sete di conoscenza, e penso che questo sia molto importante.


Principalmente concordo con Claudia della casa nella prateria con quanto afferma in questo post che cita :

... il vero “segreto” sta nel fatto che i bambini che frequentano questo tipo di scuola hanno genitori particolarmente attenti. Questa è la chiave per un’educazione “di successo” (dove per successo intendo essenzialmente la realizzazione di se stessi)

In conclusione, abbiamo fra le mani un bene prezioso da poter dispensare ai nostri figli, la voglia di sapere e di conoscere, che permetterà di arricchire la loro vita di una miriade di informazioni che li appassioneranno a loro volta a voler sapere sempre di più.

martedì 5 aprile 2011

Le ragazze e i cani


Questo post mi fa tornare in mente una cosa che ci é successa una decina di anni fa.
Ci eravamo trasferiti per lavoro nella zona di Zurigo, eravamo alla disperata ricerca di una casa, i tempi erano molto stretti e ne avevamo viste parecchie che non facevano al caso nostro, per vari motivi.
Ne avevamo viste parecchie che invece ci piacevano, ma che avendo un cane grosso come una mucca ci erano state rifiutate, e sto parlando di case in aperta campagna con tanto di giardino.
Un lunedì, armata di una sfilza di indirizzi, mi metto pazientemente al telefono e comincio a fissare appuntamenti per il mercoledì, visto che per il momento mi trovavo a circa 3 ore di distanza, avevamo pensato bene di concentrare le visite in una giornata, lasciando le pargolette alla cura dei nonni.

Siccome io penso che la miglior difesa sia l'attacco, la prima cosa che dico ai proprietari di case é :
"Ho un cane molto grande", nonostante questa premessa, riesco a racimolare mezza dozzina di appuntamenti, fra i quale ci sarà per forza di cose la nostra casa, visto che nel giro di 10 giorni dovremo cominciare i rispettivi nuovi lavori.
Andiamo su, belle case, la missione non é più così impossibile, la mia preferita in assoluto é una vecchia piccola fattoria, parecchie camere e locali, con un bel giardino, un orto, un frutteto, una stalletta nella quale il nostro cagnolone avrebbe potuto dormire indisturbato, un piccolo stagno, prezzo assolutamente alla nostra portata.
A due passi dalla fattoria dei proprietari che avevano mucche, capre, pecore, oche e una marea di altri animali, disponibilissimi a venderci i prodotti che producevano.
Una vera manna per me che sono cresciuta con gli episodi di "Una casa nella prateria" e che sto collezionando tutti i cofanetti della serie.
Ci troviamo d'accordo, loro sono contenti, noi pure, ci promettono che ci manderanno il contratto a stretto giro di posta e ci accompagnano alla macchina.
E qui la sorpresa, nella macchina ci sono i seggiolini delle bimbe, e la signora imbarazzata mi dice :
"Ma avete figli?", e io " si, due bimbe piccole".
Al che lei mi guarda un po' offesa e mi dice :
"Ma non mi aveva detto che c'erano bambini"
Onestamente non mi ricordo, ma se non ne ho accennato, non era per malafede, ma nella casa c'erano 6 camere da letto, pensava che volevo impiantare una comune hippy?
Morale della favola la casa non ce l'hanno data perché al marito i bambini davano fastidio....

mercoledì 23 marzo 2011

Chiacchiere e confidenze

Esco a cena con un gruppo di "ragazze", tutte dagli anta in su, tutte con figli.
Siamo circa dodici, sembriamo una comitiva di adolescenti in libera uscita.
Solo tre di noi lavorano, le altre preferiscono crescere i loro figli, che "pure" noi ce li cresciamo, magari anche facendo i salti mortali per poter far incastrare tutto come le tessere di un puzzle, che poi le mie non so perché ma non si incastrano mai.
Il discorso ruota principalmente attorno ai figli, alle scelte scolastiche che stanno facendo o che hanno fatto, al tempo che non é mai abbastanza, ai mariti.
Verso la fine della serata si chiacchiera a gruppetti, e una ragazza racconta cosa l'ha spinta alla separazione, poi accenna ad un'amica comune, non presente, con quattro figli che finalmente dopo dieci anni di tradimenti ha deciso di lasciarlo.
Lui non é d'accordo, é dirigente di una grossa banca, e vuole dare l'immagine della famiglia perfetta, anche se tutti sanno che lui tradisce la moglie, che le signorine che lo accompagnano nelle trasferte sono le sue amanti.
La minaccia dicendo che le porterà via i figli, che i soldi sono i suoi, che lei senza di lui non é nessuno
Diverse volte negli anni le amiche a turno hanno provato a farle capire che lei merita molto di più, ma penso che quindici anni di matrimoinio con una persona simile l'hanno segnata.
Mi auguro che finalmente abbia capito di dover prendere in mano le redini della situazione.

Torno a casa dopo cena in contemporanea con mio marito che arriva dal lavoro, sono le 23.00 circa, le ragazze dormono già e mentre preparo la tisana sento che accende il pc.
Gli racconto di questa nostra amica. (intanti il pc si sta accendendo).
Si schiera apertamente dalla parte della moglie, grazie anche ad una profonda antipatia nei confronti del marito, mentre mette la pass per facebook.
Vado a prendere le tazze e gli racconto anche dell'altra che si é separata e gli dico :
"Sai, lei non ne poteva più, lui era un bambinone, sempre in giro con gli amici, in casa non dava una mano, passava il suo tempo libero attaccato alla playstation"
"Eh! ce ne sono molti di mariti così! Mica come te che sei fortunata e ti lamenti sempre"
"Perché sono fortunata?"
....
....
....
nessuna risposta
dopo tre minuti buoni di orologio mi dice :
"Scusa hai detto qualcosa? No, perché toccava a me giocare e non ho sentito"

Ecco appunto....., ma non preoccupatevi, io sono fortunata, e se lo dice lui, siamo a posto.

giovedì 3 febbraio 2011

Il nome del blog


Il blog prende il nome dal film "Amori & Incantesimi", uno dei miei film preferiti in assoluto.
Il primo motivo per cui ho scelto questo film é perché vivendo con due adolescenti l'unica cosa che voglio in regalo veramente é una bacchetta magica!
Ci vuole una forte dose d'amore per non rispondere alle rispostacce, a non tenere il muso, a sorridere lo stesso nonostante gli sbuffi, ....
Ci vuole un'approfondita conoscenza degli incantesimi per saper dosare tutti gli ingredienti che ci vogliono per mantenere la pace, non fare preferenze (che poi noi pensiamo di non farne e loro invece sono sicure di si!), per riuscire ad arrivare a sera  facendo tutto quello che dobbiamo fare, per quello che invece ci piacerebbe fare, ho proprio bisogno della bacchetta magica.

Il secondo motivo, che é comunque quello principale, é che le mie figlie sono identiche alle protagoniste di questo film, che tra l'altro sono anche le loro attrici preferite.
Non fraintendetemi, non é che siano identiche alla Bullock e alla Kidman, che per quanto possano sembrare belle a me che sono la loro mamma, assomigliano alle attrici in questione solo per i "colori", mentre caratterialmente assomigliano quasi in pieno ai due personaggi del film.
Nelle mie cronache le chiamerò come il rispettivo personaggio alla quale secondo me assomigliano.
Non vorrete mica che le chiamo con il loro vero nome che per carità, già la maggiore si offende se mentre sono al telefono con qualcuno capta il suo nome, ad es. devo accompagnare ... dal dentista !, fidatevi, se vi dicessi i nomi non potrei più essere spietatamente onesta e allora che potrei scrivere, dovrei inventare, ma trovo che a volte le nostre vite, così tutte uguali sono già abbastanza ricche di cose da raccontare.